Chi è l'attivista 5 stelle ?
15 marzo 2014

Il MoVimento 5 stelle (M5S) si fonda sul NONstatuto, in rifiuto di tutto ciò che è “organizzazione strutturata”.
Nell’ormai lontano 2006, attraverso il blog di Beppe Grillo, si parlava di NON-gruppo indicando la possibilità di formare gruppi di cittadini senza capi e regolamenti, che, con l’utilizzo dei meetup, si adoperavano per affrontare le problematiche dei territori locali ignorate, se non aggravate, dalle istituzioni.
Dagli innumerevoli NON-gruppi che si formarono sul territorio scaturì una rete di conoscenza e di condivisione, e si organizzò la prima manifestazione a livello nazionale degli “amici di Beppe Grillo”: il V-Day. Era l’8 Settembre del 2007 e fu un successo. L’anno dopo, il 25 Aprile, se ne organizzò un altro. I due V-Day furono tappe fondamentali nella creazione dell’attuale M5S: in essi si percepì che anche poche persone non organizzate, ma con tanta buona volontà e ben informati, potevano fare moltissimo. Nacque così l’idea di formare delle Liste Civiche a 5 stelle.

L’8 marzo 2009 si stilò la prima Carta d’intenti, quella di Firenze.

Nello stesso anno, il l 4 ottobre, Beppe Grillo dichiarò la nascita ufficiale del Movimento 5 Stelle con la condivisione del famoso NON-Statuto.

Due sono i concetti da assimilare per capire il M5S: la Rete e l’Uno vale Uno.
In merito, così si è espresso Casaleggio in una intervista:

[...]Per quanto riguarda l’organizzazione il discorso è semplice nel senso che non c’è organizzazione. La persona sul territorio è libera di fare le sue scelte autonomamente. Per quanto riguarda le liste a livello comunale, ognuna di queste liste fa esattamente ciò che gli pare senza organizzazione, senza riferimenti, senza chiedere permesso al referente regionale. Queste cose sono la morte del possibile sviluppo del MoVimento. Perché poi alla fine c’è sempre un capopanza, anche se magari lo fa in buona fede. È la massima libertà che fa circolare il sangue nel MoVimento e fa sì che chiunque possa entrarci. Chi è entrato tre anni fa non è né migliore né peggiore di chi ci entrerà domani. Ha accumulato più esperienza ma non può pretendere di avere una posizione organizzativa. Se cominciamo a farlo siamo sulla china che ci porta alla creazione di un partito.  E a questo punto tanto vale iscriversi a un altro partito: facciamo prima.

In quest’ottica non esistono scelte fatte a maggioranza o minoranza, ma azioni fatte da individui che le condividono, che siano 1 o 100 non ha importanza. Se in una discussione un attivista del M5S propone un’attività ma la maggioranza non l’approva può comunque portarla avanti senza che nessuno possa impedirlo. E sempre sotto la bandiera del M5S.
Il concetto di RETE va interpretato sostanzialmente in due modi: da un lato come comunità, intendendo che per essere un cittadino del M5S devi stare in rete e la comunità deve accettarti, attraverso l’attivismo e l’interesse alla risoluzione dei problemi contingenti. Dall’altro lato come condivisione di conoscenze: se io ho una mela e tu hai una mela e ce le scambiamo, abbiamo sempre una mela a testa; se invece io ho un’idea e tu hai un’idea e ce le scambiamo, abbiamo entrambi due idee [George Bernard Shaw].