Campi da tennis comunali - storia di uno spreco
11 aprile 2014

Inizialmente, il progetto prevedeva due campi da Calcetto e due da Tennis più un’area parcheggio, con determina n.1895 del 2005 dell’amministrazione Pascariello in cui si dava l’incarico all’arch. Figurato. Con delibera di G.C. 118/2008, il progetto viene approvato con una variazione: i campi da Tennis saranno tre con suolo sintetico. E la gara di appalto viene vinta dalla ditta SF Costruzioni nel Giugno 2009. I lavori proseguono fino al 2011, ma i campi vengono realizzati in terra battuta anziché in sintetico come previsto dal progetto approvato e uno di essi non ha le dimensioni regolamentari, soprattutto non rispetta le distanze di legge dalle abitazioni confinanti. I cittadini residenti nella zona adiacente i campi, nel maggio 2011, diffidano l’amministrazione dall’ultimare i lavori per evidenti trasgressioni delle norme di legge e del progetto approvato. La protesta sollevata giustamente dai cittadini verte sostanzialmente su tre punti che, tra l’altro, erano già stati messi in rilievo sul progetto e che l’amministrazione Delli Paoli aveva promesso di risolvere prima della messa in opera.

I punti sono:
a) il terzo campo, costruito seguendo la linea est-ovest (sconsigliata perché il sole va sempre negli occhi ai giocatori), per evidenti motivi di spazio non poteva essere realizzato e doveva essere sostituito con verde attrezzato.
b) i campi dovevano essere in materiale sintetico simile al cemento e non in terra battuta che, oltre a comportare enormi problematiche relative alla manutenzione per la necessità di continua irrigazione e sostituzione periodica della terra rossa portata via dalla pioggia e dal vento, come documentato da prove fotografiche, finiva per insabbiare completamente le abitazioni adiacenti;
c) non veniva realizzato alcun sistema di coibentazione del terreno confinante con i palazzi limitrofi provocando infiltrazioni di umidità con gravi rischi strutturali per le pareti delle case delle persone che abitano in via Levi.

Il costo totale della realizzazione della struttura doveva essere di 260.000 euro, soldi presi dal contributo Regionale, e invece, secondo alcuni addetti ai lavori, i costi sarebbero lievitati a dismisura superando abbondantemente i 300.000 euro. Quindi, ora ci ritroviamo una struttura costata centinaia di migliaia di euro ai cittadini che non può essere utilizzata e sulla quale sono in atto diverse controversie legali con tanto di ricorsi al TAR legati sia al mancato adempimento di legge sulla realizzazione strutturale che sull’assegnazione della gestione.

Il denaro pubblico sperperato non verrà restituito, ma almeno auspichiamo che si trovi un accordo per apportare le modifiche necessarie per rendere funzionali i campi da tennis e un accordo basato sul buon senso per l’assegnazione della gestione dell’impianto.