Quali scuole per i nostri ragazzi ?
02 gennaio 2015

Grazie alla riforma Gelmini, a partire dal 2011, per far fronte agli sprechi sono stati riportati in voga gli “istituti comprensivi”  che seguono la formazione dei bambini dall’età di 3 anni fino all’esame di terza media. Tali enti, dotati di una maggiore autonomia, sono diretti da un dirigente scolastico e comprendono più plessi. A San Nicola ce ne sono due, l’Istituto Comprensivo “Capol. D. D.” con tre edifici e l’Istituto Comprensivo “E. De Filippo” che comprende 7 plessi. I nostri figli sono affidati al corpo docente, ma anche a strutture possibilmente all’avanguardia e in grado di garantire loro sicurezza e benessere. Spesso, però, non è così. Nella nostra città le mancanze sono diverse soprattutto riguardo la manutenzione ordinaria. Gli edifici delle scuole fino alla secondaria di primo grado sono di proprietà del Comune che è responsabile del loro mantenimento e rinnovo. Purtroppo, dietro la scusante dell’insufficienza delle risorse, già da tempo l’ente di Piazza Municipio li ha lasciati al loro destino nonostante le segnalazioni dei dirigenti scolastici. Parliamo di manutenzione obbligata dalla legge, come  imbiancare il lato basso delle pareti, o di cifre irrisorie, come la riparazione di un citofono o l’installazione di un’altalena per bambini già comprata e mai utilizzata. Altre spese, poi, vengono rimandate  da decenni, come la ristrutturazione della palestra di Viale Europa, inagibile da anni o,  situazione  gravissima, il rifacimento dell’impianto fognario dello stesso plesso, costruito più di trent’anni fa per un numero di alunni pari a un quarto di quelli attuali. L’indifferenza delle amministrazioni degli ultimi anni lascia senza parole poiché sono innumerevoli le possibilità di ottemperare agli impegni di legge a costo zero.

Un esempio è l’istanza, rimasta inevasa, da noi protocollata mesi fa come Amici di Beppe Grillo di SNLS per la richiesta diaccesso ai fondi dell’8x1000 a favore dell’edilizia scolastica e utilizzabili grazie all’emendamento Fraccaro (M5S), approvato in parlamento nella scorsa legge di stabilità. Sono disponibili, inoltre, centinaia di migliaia di euro per la ristrutturazione della sede di Via Milano, fondi bloccati da anni per un semplice adeguamento del progetto alla normativa sulla sicurezza.

Le scuole, infine, possono rappresentare per la “vecchia politica” anche bacini di voti. È  il caso dell’abusiva concessione delle palestre a terzi. Il loro utilizzo da parte di altre associazioni, anche a scopo di lucro, non è illegale, ma il Comune non può deliberare autonomamente! È il consiglio di istituto di ogni scuola a decretare la concessione a società esterne per utilizzarne le strutture, palestre incluse. Solo allora il comune può procedere alla stipulazione della convenzione d’uso. Invece i nostri figli non possono usufruire delle strutture durante gli orari pomeridiani e per giunta la scuola non ha alcun ritorno economico da queste convenzioni.

Il nostro pensiero è che le possibilità per il miglioramento delle strutture e dei relativi servizi siano infinite. Sarà nostro obiettivo primario, nelle prossime settimane, passare dalle denunce alle proposte elaborando progetti concreti insieme alla cittadinanza e a chi ha esperienza nel settore dell’istruzione. Il benessere, la sicurezza e la formazione dei nostri bambini devono essere centrali per un’amministrazione e per le sue scelte politiche di utilizzazione e richiesta dei fondi, consapevoli che stiamo crescendo i cittadini di domani.